25 AGOSTO . STRUMENTI CHE PARLANO, PAROLE CHE CANTANO

DALL’AFRICA AL BRASILE, VIAGGIO SONORO ATTRAVERSO LA MUSICA EXTRA-EUROPEA

Il workshop “Dall’Africa al Brasile, viaggio sonoro attraverso la musica extra-europea” denominato non a caso “Strumenti che parlano, parole che cantano” va considerato come un itinerario attraverso la voce, il corpo, il silenzio, il suono, il ritmo e la complicità tra chi suona e l’incastro sonoro finalizzato all’evento musicale.

E’ rivolto a tutti i musicisti non solo percussionisti, il tempo, il ritmo sono parte integrante a tutti gli strumenti musicali.  E’ rivolto anche ai bambini, agli anziani, attori, danzatori ed agli insegnanti.

Il workshop mira a sviluppare l’interesse verso la musica extra-europea, la conoscenza delle pulsazione nelle varie cultura musicali, la conoscenza delle origini e dei nomi di alcuni strumenti musicali, l’approccio con i materiali con cui vengono costruiti gli strumenti musicali, la trasmissione del materiale musicale, la trasmissione del materiale musicale, il rapporto personale con lo strumento, come far parlare gli strumenti, il corpo e la voce, l’ascolto, il valore del silenzio e del rumore, il ritmo, l’aspetto curativo, la creatività, l’improvvisazione, la complicità.


per informazioni su costi e moduli di preiscrizioni

info@theslowside.com


intervista | DRUMSARDINIA

PEPPE CONSOLMAGNO

www.peppeconsolmagno.com

Peppe Consolmagno, nato a Rimini nel 1958, cresciuto in Italia, utilizza strumenti in gran parte autocostruiti con materiali recuperati nei suoi viaggi, come la zucca, il bambù, il legno ed il metallo. La sua musica si esprime attraverso strumenti che appartengono a culture extraeuropee, come quella del Brasile (sua principale fonte di ispirazione), dell’Africa e dell’Asia, ma che hanno un linguaggio in comune. Il Gong birmano, la Conchiglia, le Tazze da meditazione, i Vasi africani, i Flauti ad una nota pigmei, i Tamburi ad acqua ed il Berimbau, uniti alla voce ed allo stretto rapporto intimistico con essi, che egli ha, creano una dimensione unica dove prevalgono il suono naturale, il silenzio, il timbro ed il ritmo.

Consolmagno ha già al suo attivo partecipazioni da protagonista a Festivals Internazionali come: “Umbria Jazz”, “Festival Internazionale del Jazz a Montreal in Canada”, “Jazz o Brasil” a Parigi, “Kunstamt Stegliz” a Berlino, “Drum 2000” festival delle percussioni a Bologna, “Festival di Musica da Camera” a Tolentino, “Centro Studi Brasiliani” C.E.B. a Roma, “World Music Festival” a Lanciano, “Percussion World and Sound PWS7” ad Asti, RAI “RadioTre Suite”, “Jaco Pastorius Music Festival” a Coriano, “V° World Music Festival” a Roma, “Musica dei Popoli” a Firenze, ” Festival Sete Sóis, Sete Luas” in Portogallo, “Percussionistica” World Rhythm Festival ad Umbertide, Istituto Musicale P.Mascagni a Livorno, Liceo Musicale a Catania, Conservatorio Vivaldi Alessandria, Attraverso Festival, Brasil Festival a Bologna, Festival Fano Jazz by the Sea, Festival Womad, Fandango Jazz Festival – La Palma a Roma, Festival I Suoni delle Dolomiti infoto Patrizia Giancotti Trentino, Festival International de Sousse in Tunisia, Festival Banlieues Bleues a Parigi, Scat Jazz Club di Madeira, Festival de Órgão da Madeira.

Ha una intensa attività di ricerca musicologica, che lo ha portato e lo porta a tenere seminari e workshops sulla musica extraeuropea e sulla costruzione degli strumenti a percussione. Peppe Consolmagno costruisce oggetti sonori per sé e per Nana Vasconcelos, uno dei suoi tanti estimatori.  Consolmagno ha scritto anche per riviste specializzate e quotidiani come “World Music”, “Percussioni”, “Strumenti Musicali”, “Jazz”, “DrumClub”, “Il Manifesto”, “Musica Jazz”, “Jazzit”, DrumSetMagazine, “Jazzitalia”, “CiaoJazz”, “CupaCupa”, “Musicando”, ed altre. E’ stato invitato a Salvador-Bahia (Brasile), come unico europeo al “III e IV PercPan” (Panorama Mondiale della Percussione). Attraverso il suo lavoro come giornalista e le sue interviste a famosi musicisti, egli intende dare voce allo stile ed alla linea di pensiero che lo accomuna a loro. Egli ha collaborato con altre forme di arte (teatro, pittura, scultura, poesia, danza), Istituzioni (Università e scuole), e media (radio e Tv).

“Il tappeto su cui sparpaglia i suoi strumenti sembra un’officina del ritmo e dei sogni, uno spazio liberato dalla cacofonia della vita moderna e consacrato al piacere del suono. Peppe Consolmagno costruisce oggetti sonori per sé e per Nana Vasconcelos, uno dei suoi tanti estimatori.  Altri ne inventa utilizzando materiali recuperati durante i suoi viaggi. Altri ancora ne immagina unendo la sua voce alla sinfonia di timbri e colori che si sprigionano da questa singolare orchestra formata da una sola persona. Grandi cucurbitacee saheliane trasformate in tamburi ad acqua, un gong birmano, lo sciabordio di un caxixi, vasi di terracotta africani che cantano, scrosci di sanza, flauti pigmei ed altro ancora, tra Sudamerica, Africa, Asia e regioni immaginarie, tra strumenti presi in prestito dalle piu’ diverse tradizioni e altri totalmente inventati o reinventati. Musicologo apprezzato, brillante, animatore di seminari e workshop, Peppe Consolmagno costruisce i suoi spettacoli come piccoli racconti ambientati in una dimensione magica.”

Marco Boccitto – Roma